Doppio minimo e doppio massimo

Posted by onefonnalpilt | forex | giovedì 28 gennaio 2010 22:18

Una delle figure più semplice da poter rilevare nell’analisi tecnica dei grafici del Forex è quella del doppio minimo e del doppio massimo. Come dice il nome stesso, queste figura si caratterizza per il fatto di avere, a distanza ravvicinata, due punti di minimo o due punti di massimo. Facciamo un esempio pratico relativamente a [...]

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Doppio minimo e doppio massimo

ADX – Average Directional Index

Posted by onefonnalpilt | Guadagnare con il Forex, forex | domenica 22 novembre 2009 22:42

L’ ADX – Average Directional Index è un indicatore usato in analisi tecnica per identificare la forza di un trend.
L’ADX non è direzionale, ovvero quantifica la forza di un trend senza tener conto del fatto che sia crescente o decrescente.

L’ADX è formato da due componenti: DI+ e DI-, ovvero l’indicatore di direzione positivo ed l’indicatore di direzione negativo.
Quando DI+ ha pendenza positiva, questo significa che il trend positivo si sta rafforzando. Molti traders aspettano che il DI+ incroci il DI- verso l’alto e interpretano questo segnale come inizio di un trend positivo. Viceversa in caso di trend negativo.
Solitamente quando i valori di ADX sono in crescita sopra 20 si ritiene che il trend in essere si stia rafforzando, mentre quando si abbassa sotto i 40 si ritiene che il trend si stia esaurendo e che probabilmente stia per invertirsi. A mio parere un livello da tenere sotto controllo è il 30.

L’ADX è utilizzato spesso insieme al SAR parabolico: l’ADX per segnalare i punti di ingresso ed il parabolic SAR per i punti di uscita.

adx



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ADX – Average Directional Index

Recensione Forex Broker FXCM

Posted by admin | Guadagnare con il Forex, forex | sabato 13 giugno 2009 16:25

FXCM ha sede legale negli USA e offre la possibilità di utilizzare la piattaforma Metatrader.

Le sue principali caratteristiche sono:

1) MARGINE 1:400 (0.25%): Il margine è una cosa molto soggettiva. Possiamo dire che questo tipo di margine è perfetto per uno scalper molto speculativo, ma anche molto pericoloso perchè con livelli simili di esposizione è facile bruciarsi. Per contro non si è obbligati ad usare tutto il margine, quindi più è alto più siamo liberi di scegliere.

2) Piattaforma: FXCM metta a disposizione dei suoi clienti 2 piattaforme: la prima è Metatrader 4 e penso non abbia bisogno di presentazioni, la seconda è una piattaforma di proprietà abbastanza intuitiva ma con poche capacità di analisi tecnica sui grafici.

3) Spread: Gli spread sono molto contenuti e concorrenziali, tra i più bassi del mercato. Il problema principale che su può riscontrare navigando per i vari forum sul forex è che ci sono grosse variazioni negli spread. In caso di notizie le variazioni possono essere molto grandi e gli stop non sono garantiti. Questo è un punto cruciale nella scelta di un broker, ed è per questo che ho scelto di fare trading con altri brokers.

4) Depositi/Prelievi: Sono utilizzabili carte di credito, bonifici bancari e Assegni. I tempi di elaborazione sono quelli standard (da un paio d’ore per carte di credito ad alcuni giorni per i bonifici).

Se non fosse per il problema non trascurabile degli spread e degli stoploss non garantiti non avrei problemi ad affidarmi a questo broker, ma a mio sono due fattori che diminuiscono di molto le possibilità di successo nel forex (non potrei mai aprire una posizione con la paura che i mio stoploss non venga rispettato, e quindi di correre il rischio di perdere tutti i miei soldi). Questo mi ha portato ad affidarmi ad altri brokers.



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Recensione Forex Broker FXCM

Introduzione ai Candlestick Pattern

Posted by onefonnalpilt | Guadagnare con il Forex, forex | giovedì 28 maggio 2009 02:32

L’analisi delle candlestick e del loro insieme ci permette di avere una chiara idea dello stato e dello sviluppo del mercato. Un metodo molto usato in analisi tecnica è quello dell’analisi dei PATTERN, ossia dello studio delle serie di candele che si vengono a creare e del loro significato. Come vedremo esistono delle figure che riescono a dirci con un’elevata percentuale di successo come si stà sviluppando il mercato.image

Innanzitutto bisogna prendere in considerazione il BODY della candela. I 2 parametri da considerare sono la sua lunghezza e il suo colore (candela toro o candela orso). Le Long Body sono caratterizzate da un corpo particolarmente lungo e le Short Body (o Spinning Top) hanno un corpo corto. Con body intendiamo la parte della candela che stà tra il valore di apertura e il valore di chiusura. La shadow (il resto della candela) per il momento non è preso in considerazione. Una long body indicherà un trend deciso, una short body indicherà uno stato di incertezza (le forze di tori e orsi si equivalgono o quasi, e il mercato non ha un trend).

Un’indicazione di trend molto forte si ha con il cosidetto Marubozu, ossia una candela senza shadow (costituita solo dal body). Questo perchè idealmente rappresenta una candela in cui il trend è deciso e in una sola direzione.image

Secondo gli analisti giapponesi (ideatori delle candlesticks e delle principali tecniche di analisi) la differenza tra una candela normale e una LONG BODY stà nella differenza tra le lunghezze (la spinning top è il triplo della candela precedente e viceversa per la short body).

image

Un particolare tipo di SHORT BODY è il Doji. La sua particolarità stà nel fatto che il body è così piccolo che apertura e chiusura coincidono. Sostanzialmente è un segno di indecisione, e in forti trend può raffigurare un imminente cambio di direzione. Tengo a sottolineare che non è un segnale di acquisto/vendita, ma solo un segnale di indecisione che deve essere confermato dalla strategia che ognuno usa.

Nel prossimo articolo tratteremo il primo esempio di pattern: l’HAMMER.

Se doveste essere interessati all’argomento posso consigliare quello che penso sia il miglior libro sulle candlestick: JAPANESE CANDLESTICKS CHARTING TECHNIQUES, Steve Nison.



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Introduzione ai Candlestick Pattern

Recensione Forex Broker OANDA

Posted by onefonnalpilt | forex | venerdì 15 maggio 2009 17:55

Fare una recensione di un broker non è una cosa facile. Innanzitutto alcuni aspetti che possono essere negativi per un trader possono essere positivi per un altro, inoltre è facile passare per un “promoter” di questa o quella società e perdere quindi in credibilità. Per questo ho deciso di limitarmi a recensire quei broker che ho provato e con cui mi sono trovato bene.

OANDA è un broker americano. Generalmente ho sempre sentito parlare bene di Oanda, e per questo motivo è stata la mia prima scelta quando mi sono affacciato al mondo del trading. I punti essenziali che mi sento di sottolineare sono questi:

1) MARGINE 1:50 (2%): Il margine è una cosa molto soggettiva. Possiamo dire che questo tipo di margine è perfetto per un trading su timeframe superiori a 1H in quanto ti permette di poter sopportare un sufficiente drawdown, mentre per chi fa scalping potrebbe non essere sufficiente.

2) Piattaforma: La piattaforma usata da OANDA è semplice, intuitiva e veloce. L’unica pecca è che non è molto sviluppata sotto il punto di vista dei grafici e degli indicatori.

3) Spread: Gli spread sono molto contenuti e concorrenziali, tra i più bassi del mercato.

4) Prelievi/depositi: Accettano bonifici assegni e Paypal dai conti in USD. Dai conti in EUR, CHF, GBP, JPY, ecc.. accettano solo bonifici bancari.

Non c’è altro da aggiungere. Personalmente a volte la uso per lanciare gli ordini, ma per fare analisi tecnica preferisco METATRADER 4.
Comunque non posso che consigliarla.



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Recensione Forex Broker OANDA

La Teoria di Dow

Posted by onefonnalpilt | Guadagnare con il Forex, forex | lunedì 27 aprile 2009 02:06

La più vecchia e conosciuta teori di analisi tecnica è la Teoria di Dow. Nel luglio del 1884 Charles H.Dow, titolare fin dal 1982 con E. Jones della società Dow-Jones & Co., introdusse un indice di borsa che sarebbe poi diventato uno strumento indispensabile per le analisi del mercato mobiliare: il Dow Jones industriale.
Già nel 1887 questo indice fu suddiviso in due parti: la prima comprendeva dodici titoli rappresentativi di società industriali, mentre la seconda si riferiva invece a 20 titoli di compagnie ferroviarie (transportations).
Dow non scrisse mai un libro sull’analisi tecnica, ma espresse le sue idee sul mercato azionario in numerosi articoli apparsi sul Wall Street Journal: questi articoli furono raccolti, ristampati e rielaborati da Robert Rhea che finalmente nel 1932 pubblicò il libro Dow Theory in cui sono enunciati i 6 princìpi fondamentali di questa teoria.
1. Gli indici scontano tutto: ogni possibile fattore riguardante la domanda e l’offerta è riflesso negli indici di borsa. In pratica tutto ciò che non può essere anticipato dal mercato viene assimilato e scontato nei prezzi.
2. Il mercato ha tre trend:
– il trend primario (detto primary o major trend) che riflette l’atteggiamento degli investitori verso l’evoluzione dei fondamentali relativi al ciclo economico e dura solitamente da uno a più anni;
– il trend secondario (detto secondary o intermediate trend) che rappresenta una correzione del trend primario ed ha una durata media compresa fra 3 settimane e tre mesi. Queste correzioni intermedie (retracement) ripercorrono solitamente da 1/3 a 2/3 (solitamente il 50%) della lunghezza totale del movimento precedente;
– il trend minore (minor o short trend) che dura solitamente meno di tre settimane e rappresenta le fluttuazioni di breve periodo;
3. Il trend primario ha tre fasi:
– La fase di accumulazione che si sviluppa con gli acquisti degli investitori più astuti e informati e si verifica quando tutte le notizie negative sono già state scontate dal mercato.
– La seconda fase (trend followers) è quella in cui i prezzi iniziano a salire rapidamente e le notizie economiche segnalano un continuo miglioramento nei fondamentali dell’economia.
– La terza fase si verifica qunado le notizie societarie divengono sempre più positive e il grosso dei piccoli investitori entra sul mercato determinando una crescita esponenziale sia delle quotazioni azionarie sia del volume speculativo. Durante quest’ultima fase, in cui nessuno sembra intenzionato a vendere, gli invesitori più informati cominciano invece a distribuire i titoli che avevano accumulato quando nessuno sembrava intenzionato a comprare (per questo è detta fase di distribuzione).
4. Gli indici si devono confermare a vicenda: Dow, riferendosi all’indice industriale (Dow Jones industrial) e all’indice ferroviario (oggi denominato Dow Jones transportations, allora Railways index) sosteneva che nessun sostanziale cambiamento nel trend primario poteva verificarsi se entrambi gli indici non avessero dato la stessa indicazione. Finchè cioè i due indici si muovono nella stessa direzione, il trend primario è ritenuto ancora in forza.
5. Il volume deve confermare il trend. Deve cioè espandersi nella direzione del trend primario. Se il trend primario è al rialzo, il volume dovrebbe aumentare quando i prezzi salgono e diminuire quando i prezzi scendono. In un trend primario ribassista, al contrario, dovrebbe aumentare quando quando i prezzi diminuiscono e diminuire quando i prezzi aumentano.
6. Un trend è in atto finchè non si verifica un segnale definitivo di inversione di tendenza.
La teoria di Dow determina quindi la direzione della tendenza primaria del mercato: non ha quindi fini previsionali, ma solo individuazione del trend primario seguito dal mercato.



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La Teoria di Dow