La più vecchia e conosciuta teori di analisi tecnica è la Teoria di Dow. Nel luglio del 1884 Charles H.Dow, titolare fin dal 1982 con E. Jones della società Dow-Jones & Co., introdusse un indice di borsa che sarebbe poi diventato uno strumento indispensabile per le analisi del mercato mobiliare: il Dow Jones industriale.
Già nel 1887 questo indice fu suddiviso in due parti: la prima comprendeva dodici titoli rappresentativi di società industriali, mentre la seconda si riferiva invece a 20 titoli di compagnie ferroviarie (transportations).
Dow non scrisse mai un libro sull’analisi tecnica, ma espresse le sue idee sul mercato azionario in numerosi articoli apparsi sul Wall Street Journal: questi articoli furono raccolti, ristampati e rielaborati da Robert Rhea che finalmente nel 1932 pubblicò il libro Dow Theory in cui sono enunciati i 6 princìpi fondamentali di questa teoria.
1. Gli indici scontano tutto: ogni possibile fattore riguardante la domanda e l’offerta è riflesso negli indici di borsa. In pratica tutto ciò che non può essere anticipato dal mercato viene assimilato e scontato nei prezzi.
2. Il mercato ha tre trend:
– il trend primario (detto primary o major trend) che riflette l’atteggiamento degli investitori verso l’evoluzione dei fondamentali relativi al ciclo economico e dura solitamente da uno a più anni;
– il trend secondario (detto secondary o intermediate trend) che rappresenta una correzione del trend primario ed ha una durata media compresa fra 3 settimane e tre mesi. Queste correzioni intermedie (retracement) ripercorrono solitamente da 1/3 a 2/3 (solitamente il 50%) della lunghezza totale del movimento precedente;
– il trend minore (minor o short trend) che dura solitamente meno di tre settimane e rappresenta le fluttuazioni di breve periodo;
3. Il trend primario ha tre fasi:
– La fase di accumulazione che si sviluppa con gli acquisti degli investitori più astuti e informati e si verifica quando tutte le notizie negative sono già state scontate dal mercato.
– La seconda fase (trend followers) è quella in cui i prezzi iniziano a salire rapidamente e le notizie economiche segnalano un continuo miglioramento nei fondamentali dell’economia.
– La terza fase si verifica qunado le notizie societarie divengono sempre più positive e il grosso dei piccoli investitori entra sul mercato determinando una crescita esponenziale sia delle quotazioni azionarie sia del volume speculativo. Durante quest’ultima fase, in cui nessuno sembra intenzionato a vendere, gli invesitori più informati cominciano invece a distribuire i titoli che avevano accumulato quando nessuno sembrava intenzionato a comprare (per questo è detta fase di distribuzione).
4. Gli indici si devono confermare a vicenda: Dow, riferendosi all’indice industriale (Dow Jones industrial) e all’indice ferroviario (oggi denominato Dow Jones transportations, allora Railways index) sosteneva che nessun sostanziale cambiamento nel trend primario poteva verificarsi se entrambi gli indici non avessero dato la stessa indicazione. Finchè cioè i due indici si muovono nella stessa direzione, il trend primario è ritenuto ancora in forza.
5. Il volume deve confermare il trend. Deve cioè espandersi nella direzione del trend primario. Se il trend primario è al rialzo, il volume dovrebbe aumentare quando i prezzi salgono e diminuire quando i prezzi scendono. In un trend primario ribassista, al contrario, dovrebbe aumentare quando quando i prezzi diminuiscono e diminuire quando i prezzi aumentano.
6. Un trend è in atto finchè non si verifica un segnale definitivo di inversione di tendenza.
La teoria di Dow determina quindi la direzione della tendenza primaria del mercato: non ha quindi fini previsionali, ma solo individuazione del trend primario seguito dal mercato.